La tutela del minore incapace al compimento della maggiore età
Quando un ragazzo o una ragazza che ha un tutore arriva a 18 anni, cioè alla maggiore età, il sistema di tutela previsto per i minori si interrompe automaticamente. Tuttavia, se la persona non è in grado di gestire da sola i propri interessi per problemi di salute, disabilità o altre difficoltà, la legge prevede alcuni strumenti per continuare a proteggerla anche da adulta.
Cosa succede al compimento dei 18 anni?
Al raggiungimento della maggiore età, la tutela del minore finisce. Il tutore non ha più potere e il giovane diventa formalmente responsabile di sé stesso.
Tuttavia, se il ragazzo o la ragazza presenta ancora una situazione di incapacità (ad esempio per motivi psichici o fisici), è importante pensare per tempo a una protezione legale per il futuro.
Quali strumenti di protezione esistono per gli adulti incapaci?
Due sono gli strumenti principali:
○ Amministrazione di sostegno: È una misura flessibile pensata proprio per aiutare adulti che, pur maggiorenni, non sono del tutto autonomi. Può essere richiesta anche prima dei 18 anni, in modo che parta subito dopo il compimento della maggiore età.
○ Interdizione o inabilitazione: Sono misure più rigide che limitano molto la capacità di agire della persona, ma oggi si usano solo nei casi più gravi.
Come fare per continuare la tutela?
Prima che il minore compia 18 anni, il tutore, i familiari o i servizi sociali possono presentare al giudice un ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno (o, nei casi più gravi, chiedere l’interdizione o l’inabilitazione). Il giudice valuterà la situazione e deciderà la soluzione più adatta.
Conclusione
Quando un minore sotto tutela arriva alla maggiore età ma non è ancora in grado di gestire da solo la propria vita, è importante attivarsi per tempo e chiedere una nuova forma di protezione come l’amministrazione di sostegno. Così si garantisce continuità di assistenza e si tutela il suo benessere anche da adulto.













